Un hotel sulla costa di Castellabate. Stagione piena, struttura al completo. E ogni volta che si riempiva, la cassa perdeva la connessione. La stampante fiscale spariva. Il gestionale non raggiungeva il server. Il receptionist chiamava il titolare nel panico. Il titolare chiamava me.
La prima cosa che mi ha detto: “Il modem è guasto, va sostituito”. Non era così.
Cosa ho trovato quando sono arrivato
Gli elettricisti che avevano cablato la struttura avevano fatto un buon lavoro fisico. Cavi LAN tirati in ogni stanza, prese ovunque, cablaggio pulito. Il problema non era nei cavi. Era in come quei cavi erano stati organizzati.
Avevano messo tutto sulla stessa rete. Ospiti e amministrazione. Smartphone dei turisti in camera e stampante fiscale della reception. Tablet dei bambini in piscina e server del gestionale. Stesso modem, stesso indirizzo di rete, stesso gruppo di IP disponibili.
Perché succedeva
Un modem, anche uno buono, ha un numero massimo di dispositivi che può gestire contemporaneamente. Quando l’hotel era al completo, tra telefoni, tablet e portatili degli ospiti, quel limite veniva raggiunto. A quel punto il modem doveva scegliere chi tenere dentro e chi buttare fuori. E indovina chi perdeva sempre? I dispositivi che facevano meno traffico. La cassa. La stampante fiscale. Il gestionale.
Non era un guasto. Era un problema di struttura. Come mettere quaranta persone in una stanza da dieci posti: qualcuno resta in piedi, e non puoi decidere chi.
Come l’ho risolto
Non ho cambiato il modem. Non ho comprato hardware da migliaia di euro. Ho separato la rete in due.
Ho creato una sottorete dedicata ai dispositivi operativi, con un IP statico assegnato a ciascuno. La cassa ha il suo posto fisso. La stampante fiscale ha il suo posto fisso. Il server del gestionale ha il suo posto fisso. Nessuno può occuparlo, perché non è nello stesso spazio degli ospiti.
Gli ospiti restano sulla loro rete, separata e limitata. Le due reti non si parlano direttamente. Il modem non deve più decidere chi buttare fuori, perché ogni gruppo ha il suo spazio dedicato.
Ho collegato fisicamente i dispositivi critici su questa sottorete, ho configurato il router per assegnare gli IP in modo statico e ho testato tutto sotto carico. Ho simulato un hotel pieno e ho verificato che la cassa restasse online, che la stampante rispondesse e che il gestionale non perdesse un colpo.
Da allora
La struttura può riempirsi fino all’ultimo letto. La cassa non salta. La stampante fiscale funziona. Il gestionale non perde il collegamento. Il titolare non riceve più chiamate disperate alle otto di sera.
Il costo dell’intervento? Meno di quanto avrebbe perso in una sola sera di cassa bloccata. E la soluzione non dipende da un abbonamento mensile, non dipende da un cloud esterno, non richiede hardware proprietario. È una configurazione di rete fatta bene, una volta.
Perché un tecnico locale e non un call center
Questo problema non si risolve al telefono. Serve qualcuno che venga in struttura, guardi come è cablato l’edificio, capisca quali dispositivi sono critici e dove sono fisicamente. Serve qualcuno che prenda in mano il router, entri nelle impostazioni e tagli la rete nel punto giusto.
A Castellabate, io vengo. Guardo. Risolvo.
Hai un problema simile nella tua struttura?
Se gestisci un hotel, un B&B o un ristorante tra Castellabate, Agropoli e Capaccio e i tuoi dispositivi fanno i capricci quando sei pieno, parliamone. Il primo fuoco non si paga.